Psicologia infantile: come capire il comportamento del bambino

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Sempre più spesso, oggigiorno, genitori ed insegnanti si trovano a dover affrontare problematiche di natura emotiva e comportamentale in bambini e adolescenti, quali demotivazione, aggressività, incapacità di rispettare le regole, bullismo o ansia.

La psicologia infantile è una delle molte branche della psicologia e si concentra sullo studio dello sviluppo mentale, emotivo e sociale di un individuo, dalla vita prenatale fino all’adolescenza.

Scopriamo, dunque, l’utilità della psicologia infantile nello sviluppo di un bambino e come vengono interpretati i molti e diversi comportamenti che egli manifesta durante la sua crescita.

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L’utilità della psicologia infantile

In particolar modo, la psicologia infantile si occupa di:

  • Sviluppo fisico: riguarda la crescita dell’individuo e lo sviluppo dei principali apparati e sistemi di organi, fino a quando il bambino non raggiunge l’età adulta
  • Sviluppo cognitivo: si riferisce allo sviluppo di capacità mentali, come capacità motorie, linguaggio e problem solving
  • Sviluppo emotivo: riguarda il modo in cui una persona risponde emotivamente a situazioni diverse
  • Sviluppo sociale: si tratta del modo in cui un individuo sviluppa relazioni e interagisce con le altre persone intorno a lui

Lo studio dei processi psicologici, specifici dell’età evolutiva, è un fenomeno relativamente recente. Il più influente contributo alla moderna psicologia infantile è stato apportato da Piaget, il quale per primo ipotizzò che i bambini pensassero “diversamente” dagli adulti.
La teoria sullo sviluppo cognitivo di Piaget è conosciuta a livello mondiale.

Comprendere quali fattori influenzino il normale sviluppo dei bambini, ma anche quali potrebbero giocare un ruolo importante nel generare problemi psicologici durante l’infanzia, risulta di fondamentale importanza.

Quando rivolgersi ad uno psicologo infantile

Generalmente, alcune delle principali cause di richiesta di aiuto psicologico da parte dei genitori, oppure, i principali motivi di invio da parte delle scuole ai servizi territoriali, sono i seguenti:

  • Ricorso all’aggressività per ottenere qualcosa
  • Oppositività, trasgressione o incapacità di rispettare regole e norme sociali
  • Pretesa che i propri bisogni abbiano la precedenza su  quelli degli altri
  • Ansia
  • Depressione
  • Ritiro sociale
  • Problemi psicofisiologici (lamentele somatiche in assenza di una base medica accertata)
  • Iperattività
  • Difficoltà scolastiche, lentezza nell’apprendimento

Molte di queste problematiche hanno un fortissimo impatto non solo sulla qualità di vita del bambino/adolescente, ma anche su tutte le persone coinvolte.

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Quali sono le cause di maggior stress per un bambino

Nel proprio percorso di crescita, bambini e adolescenti possono andare incontro a diversi eventi di vita stressanti.

Ecco un breve elenco degli eventi più stressanti nella vita di un bambino:

  • la morte di un genitore
  • la separazione legale dei genitori
  • il nuovo matrimonio di un genitore con un patrigno o matrigna
  • ospedalizzazione
  • l’ospedalizzazione di un fratello o una sorella
  • la perdita del lavoro da parte del padre o della madre
  • una notevole diminuzione del reddito familiare
  • il trasferimento nella propria casa di un nuovo adulto
  • il passaggio ad un’altra scuola
  • la perdita di un anno scolastico

Molti bambini e ragazzi non ricevono aiuto specialistico a causa delle risorse limitate. Attivare, invece, efficaci interventi precoci risulta particolarmente importante.

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Il lavoro dello psicologo infantile

In qualità di genitori o insegnanti, potreste chiedervi cosa fa uno psicologo infantile.

Compito dello psicologo dell’età evolutiva sarà, innanzitutto, quello di incontrare i genitori con lo scopo di ripercorrere le principali tappe di sviluppo del bambino e ricostruire la storia del problema.

E’ possibile che lo psicologo infantile possa somministrare dei test ai genitori e, eventualmente, al bambino/adolescente per poi valutare, data la preparazione psicoterapeutica, la possibilità di un percorso di trattamento.

Coinvolgere i genitori nel percorso di trattamento è un elemento essenziale. Spesso, infatti, i genitori presentano problematiche emotive quali: non accettazione del disturbo, perdita dell’autocontrollo, rabbia, sensi di colpa, sentimenti di inadeguatezza, di vergogna, ansia per il futuro.

Ad esempio, un bambino iperattivo può far sentire impotente e frustrato anche il più disponibile dei genitori, ma di solito arrabbiarsi non fa che peggiorare la situazione.

Pertanto, conseguire un certo autocontrollo emozionale è un ingrediente indispensabile per poter essere di supporto ai propri figli.

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A chi potersi rivolgere per capire ed aiutare i propri figli

Se stai cercando uno psicologo infantile rivolgiti a dei professionisti iscritti all’albo degli psicologi e con esperienza sul campo.

In Italia esistono oramai diversi portali che mettono in contatto con dei professionisti. Quello più specifico per gli psicologi che lavorano con un approccio pratico ed efficace è PsicoterapiaScientifica.

Come diventare uno psicologo infantile

Per diventare uno psicologo dell’età evolutiva è necessario aver studiato Psicologia Clinica o Psicologia dello Sviluppo e, quindi, aver proseguito il proprio iter formativo con un periodo di pratica all’interno di strutture per l’infanzia.

In conclusione: quanto è importante la psicologia infantile?

Aiutare bambini e ragazzi a crescere in modo emotivamente equilibrato è molto importante, soprattutto ai tempi odierni, dove la società e il modo di vivere lo hanno reso un compito sempre più arduo.

Ciò in parte è dovuto ad una odierna cultura incentrata sull’edonismo immediato, che spesso sfocia in uno stile genitoriale educativo eccessivamente permissivo, negligente ed incoerente.

Un altro aspetto da considerare riguarda la costruzione di false credenze sul concetto di autostima.
Spesso si potrebbe essere portati a pensare che proporre valutazioni obiettive, circa il rendimento scolastico dei propri figli, o far assumere a bambini e ragazzi le proprie responsabilità, possa in qualche modo costituire una minaccia per la costruzione di un’autostima adeguata.

Questo tipo di valutazione non tiene conto del fatto che, in realtà, uno dei modi per aiutare i propri figli ad affrontare le difficoltà della vita quotidiana consiste proprio nel sostenerli a costruire abilità di tolleranza alla frustrazione. Che piaccia o no la vita è ricca di frustrazioni!

Attivarsi per mettere in campo cambiamenti costruttivi per affrontare piccoli e grandi fallimenti (come un brutto voto a scuola), risulta pertanto fondamentale per un buon equilibrio emotivo.

Bibliografia

  • Di Pietro, M., & Dacomo, M. (2007). Giochi e attività sulle emozioni. Nuovi materiali per l’educazione razionale-emotiva. Con gadget. Edizioni Erickson.
  • Di Pietro, M., & Dacomo, M. (2009). Largo, arrivo io! Manuale di aiuto per i bambini iperattivi ei loro genitori.
  • Munden, A., & Arcelus, J. (2001). Il bambino iperattivo. Edizioni Ecomind.
  • Sever, S. Come comportarsi con i figli.
  • Stark, K. (1995). La depressione infantile. Intervento psicologico nella scuola. Edizioni Erickson.
  • What is Child Psychology: An Overview, Consultato in data 2019, Ottobre, 24: https://www.docdoc.com.sg/info/specialty/psychologists/

Autrice Dott.ssa Martina Mosca

psicologa

Psicologa, ha maturato la sua esperienza presso la Cooperativa sociale Progetto Crescere di Reggio Emilia, occupandosi di percorsi riabilitativi sui Disturbi degli Apprendimenti scolastici e del Linguaggio e presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna. Ha lavorato come educatrice di sostegno presso una scuola dell’infanzia fornendo sostegno educativo per bambini con disturbi del comportamento. Collabora in attività scientifiche con l’Università di Bologna e nel 2017 ha conseguito un premio per il lavoro presentato alle Giornate Nazionali di Psicologia Positiva. Conduce progetti di educazione alla salute patrocinati dall’Università di Bologna nelle Scuole Secondarie di 2° grado.

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