Mario Montessori: la storia difficile del figlio di Maria Montessori

3
21337

La vita di Mario Montessori, unico figlio di Maria Montessori, la donna considerata il pilastro della pedagogia italiana e mondiale del Novecento, non dovette essere molto facile.

Chi era Mario Montessori?

Mario Montessori nacque il 10 marzo 1898 dalla relazione della madre, Maria Montessori, con un collega, Giuseppe Montesano, Mario Montessori venne partorito di nascosto perché la madre, essendo nubile, al tempo avrebbe creato uno scandalo.

mario-montessori-maria

Il padre, Giuseppe Montesano considerato uno dei fondatori della psicologia e della neuropsichiatria infantile italiana, era l’insegnante di psichiatria della madre durante i suoi studi medici. Maria dunque tenne la gravidanza segreta e partorì il figlio fuori da occhi indiscreti, ma non potendolo allevare in quanto la famiglia del marito faceva molte pressioni, lo affidò a una famiglia che viveva in una fattoria e lo crebbe lontano da pettegolezzi che avrebbero compromesso la sua carriera e la sua vita. Maria andava a trovarlo una volta alla settimana e nel tempo che trascorreva con lui gli insegnava tante cose.

Dopo la morte della sua madre adottiva, Mario, ormai quattordicenne, andò a vivere con la madre naturale, senza mai sapere la verità. Il giovane sapeva di essere un nipote della Montessori e non ebbe mai il sospetto che lei fosse in realtà la madre naturale. Nel 1915 partì con lei per gli USA: in quell’occasione la donna doveva spiegare e dimostrare il suo Metodo alla Panama-Pacific International Exposition di San Francisco. Impressionato dall’America, Mario decise di rimanere e neanche quando la madre fece ritorno in Europa per la morte del padre riuscì a convincersi a tornare.

mario-montessori

Appena diciannovenne Mario sposò Helen Cristie e insieme con lei partì per vivere in Spagna, dove ebbero quattro figli. Successivamente Mario decise di divorziare e tenere però i suoi figli, ai quali garantì una vita decorosa. Dopo qualche tempo Mario sposò una ragazza olandese, ma non lasciò più la madre e continuò a seguirla nei suoi numerosi viaggi.

Mario decide di dedicarsi alla pedagogia ed al metodo

Negli anni, infatti, era cresciuto l’interesse di Mario per il lavoro della madre ed era diventato anche lui un pedagogo, intervenendo anche con iniziative come quella di trasformare il Metodo di Maria in Association Montessori Internazionale (AMI).

Anche lui dedicò tutta la sua vita alle iniziative intraprese dalla madre e con lei durante l’età adulta. Non ebbe grandi ispirazioni Mario, aveva dietro una madre che era stata creatrice e ideatrice di un sistema che l’aveva portata a diventare richiestissima ovunque, contesa tra premi e riconoscimenti, e aperture di nuove scuole sempre con il suo Metodo.

Nel 1929 fondò insieme alla madre l’Associazione Internazionale Montessori per preservare, diffondere e promuovere i principi e le pratiche delle scuole Montessori e del metodo montessori.

L’avvento del fascismo e il rifiuto dei Montessori

Dopo la rottura con il regime italiano e quindi con Mussolini, Mario e la madre si trasferirono in Olanda, al 161 Koninginneweg, ad Amsterdam. In questa casa, acquistata da Mario e dalla madre prima del loro ritorno dall’India vissero fino alla morte.

Mario aiutò in seguito la madre anche dopo la sua morte nel divulgare il metodo Montessori

Anche dopo la morte della madre, avvenuta nel 1952, Mario prese parte attivamente alle iniziative dell’associazione creata molti anni prima e continuò la sua opera prodigandosi sempre per il bene dei bambini.

Ad oggi la casa funge da museo ed è piena di documenti, libri, articoli e materiale Montessori che testimoniano la grandezza della sua opera. Mario Montessori morì il 10 febbraio 1982 a causa di un’improvvisa malattia all’ospedale di Amsterdam all’età di 82 anni.

La sua vita molto difficile

Anche se in principio il ragazzo, quando la madre lo portò a vivere con sé, non sapeva che fosse la sua madre naturale, probabilmente c’era qualcosa che comunque lo attirava verso quella donna, che sentiva essere più di una zia.

mariomontessori

Nonostante tutto, la seguì ovunque e la aiutò a propagare nel mondo il suo metodo di insegnamento che era rivolto ai bambini e che ha esportato in tutto il mondo. Oltre che una grande pedagogista, la Montessori fu anche una attiva sostenitrice delle battaglie per l’emancipazione femminile, per il riconoscimento dei diritti delle persone con deficit, dei poveri e degli sfruttati. Avere una madre così energica e sostenitrice dei propri ideali forse a quel tempo doveva essere parecchio ingombrante, tuttavia Mario non ebbe scelta.

Quando seppe che Maria era la sua vera madre in principio ebbe come una sorta di avversione verso di lei, che lo aveva tenuto nascosto per tanto tempo, e quando invece lo riconobbe pubblicamente per Mario fu come una sorta di liberazione da quella ambiguità in cui aveva vissuto per tanto tempo. Purtroppo l’unico momento in cui lo indicò come “mio figlio” fu nel testamento che lasciò alla sua morte, in cui affida a Mario il compito di continuare la sua opera.

Cosa che Mario fece, forse succube di quella madre dalla personalità poliedrica, severa e dolce al tempo stesso, materna e inflessibile, moderna e anche trasgressiva, pronta a sfuggire a qualsiasi gabbia o legame che le impedisse di raggiungere i suoi obiettivi. Ma fu proprio il figlio l’oggetto dei suoi studi, e grazie a lui scaturirono dalla mente le sue idee più geniali.

3 Commenti

  1. Non conosco il metodo Montessori,ma quando se ne parla esce il fatto che M.Montessori ha avuto un figlio che ha lasciato ad un’altra famiglia.Leggo di Mario Montessori,il figlio e trovo che una simile dedizione non può che essere nata da una stima che il figlio aveva per la madre….Insomma non sappiamo quanto abbia utilizzato il suo metodo educativo con il figlio,ma sappiamo che il figlio è cresciuto non disprezzando la madre e ha proseguito la sua strada e questo dice molto del rapporto tra i due

  2. Purtroppo sì parla di questa scelta che la Montessori ha dovuto fare, ma dobbiamo ricordare che parliamo del 1890/1900 un momento storico in cui le donne non avevano mica carta bianca. Riconoscere suo figlio avrebbe significato perdere l’onore e soprattutto la credibilità, questo proprio nel momento in cui il Ministero le stava riconoscendo i fondi per migliorare il suo metodo educativo. Ammetto che stimo molto questa donna e adoro il suo metodo, mettendomi nei suoi panni però capisco e comprendo la scelta che ha fatto e la reputo degna di una donna intelligente. Lei non ha abbandonato il figlio, certamente l’avrà trascurato, ma una volta alla settimana fino al compimento dei suoi 14 anni è stata con lui. Questo perché dovrebbe imputarla come cattiva Madre ?
    Perché ha scelto di aiutare chi aveva bisogno ?
    Perché ha voluto togliere i bambini dai manicomi?
    Oppure la imputiamo perché ha avuto un compagno che spaventato dell’episodio ha deciso di non rovinarsi la vita e lasciarla ?
    La Montessori per l’epoca in cui ha vissuto direi che è stata una super donna, non solo per l’enorme bagaglio educativo che ci ha lascito, ma anche per la donna forte che è stata. Ha cresciuto un figlio e lo ha educato, nel modo giusto O sbagliato lei lo ha fatto. Ha dimostrato che le donne possono frequentare l’università, che possono essere emancipate. Direi che lei è quella persona che oggi si identifica come “power girl”

  3. Grandissima donna la Montessori e ha molto sofferto come donna e madre .
    Scelte drammatiche dovette fare causa ottusità epoca e madre del compagno
    Chapeau !

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here