Come gestire i capricci dei bambini

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Nell’articolo di oggi parliamo di un argomento sempre caldo: i capricci del bambino.

I bambini sanno strapparci sorrisi, abbracci, tenerezze ma diciamoci la verità: essere genitore non è affatto semplice. Se da una parte viviamo momenti di gioia e soddisfazione, dall’altra la frustrazione e la rabbia possono prendere il sopravvento. 

Imparare a gestire il bambino e comunicare con lui nella modalità corretta non è semplice. Con la crescita le modalità cambiano per adattarsi all’età del bambino.  A due anni la nostra comunicazione sarà semplice e breve, man mano che nostro figlio cresce possiamo usare un linguaggio sempre più articolato e specifico. 

Quello che maggiormente fa impazzire il genitore, però, sono i cosiddetti capricci dei bambini

capricci-bambini

Cosa è un capriccio

Qualsiasi genitore lo saprà bene, ma con il termine capriccio andiamo a identificare un comportamento del bambino che non siamo in grado di gestire e che il bambino manifesta attraverso:

  • urla
  • pianti
  • non ascolto
  • mancanza di rispetto
  • calci/pugni/morsi

Perchè il bimbo fa i capricci?

Prima di capire come comportarsi in queste situazioni, bisogna imparare a capire perché il bambino si comporta in questo modo. 

I bambini, almeno i più piccoli, non sono ancora in grado di controllare le proprie emozioni e non sanno riconoscerle e gestirle.

Questa immaturità emotiva li fa spesso esplodere in comportamenti incontrollabili, mentre l’immaturità linguistica non gli dà gli strumenti per comunicare con precisione.

Questo mix esplosivo sfocia presto in scontri, incomprensioni e nei capricci dei bambini. 

Esiste un’età in cui iniziano i primi capricci? 

A dire la verità sì: 2 anni. 

Proprio intorno ai due anni il bambino ricerca sempre più l’indipendenza sia fisica che mentale e i limiti imposti dal genitore diventano una sfida.

Si parla di “terribili due anni” per definire proprio l’inizio della ribellione del bambino. 

Un capriccio viene definito dal nostro vocabolario in questo modo:

“Voglia o idea stravagante o bizzarra, di bambini: fare i capricci, far le bizze”

Entrato ormai nel linguaggio, il capriccio dei bambini, indica un comportamento che il genitore non riesce a comprendere e gestire del bambino. 

Caro genitore, hai perfettamente ragione a non sapere come e cosa fare in questo momento. Nessuno ci insegna a essere genitori e la maggior parte dei nostri comportamenti sono improvvisati o dedotti da letture serali…  per chi ha ancora il tempo e la voglia di leggere. 

Arriva per tutti il momento in cui il bambino inizia a non ascoltare ciò che diciamo, a non rispettare le nostre regole, a mancarci di rispetto o inizia a usare metodi per convincerci a fare quello che vuole lui e purtroppo, la maggior parte delle volte, ci riesce. 

I bambini iniziano a manipolarci

I bambini imparano velocemente come manipolarci e in molti casi nemmeno se ne rendono conto, soprattutto quando sono piccoli. 

Conoscendo le nostre reazioni si comportano in modo differente con un genitore piuttosto che con l’altro perché sanno come ottenere qualcosa dalla mamma o dal papà.

Ti sarà sicuramente capitato di andare al supermercato con il tuo bambino e di passare nel reparto dolciumi o giocattoli e sentire svariate richieste da parte del tuo bambino:

“Mamma, mamma mi prendi la macchina rossa? Daii, daii….”

oppure

“Papà voglio il cioccolato, quello con l’ovetto!”

In quel preciso momento, sai benissimo che scatenerà l’inferno pur di ottenere quello che vuole. Questo sfocia solitamente in 4 tipi di reazioni.

Le reazioni durante un capriccio

  1. Il genitore concede al bambino l’oggetto richiesto;
  2. Il genitore resiste e nega l’oggetto richiesto per poi cedere 10 minuti dopo solo per evitare l’imbarazzo di chi sta osservando la situazione;
  3. Il genitore si mette ad urlare più forte del bambino, lo sgrida e lo mette in punizione, per poi strattonarlo fuori dal supermercato con la promessa che non lo porterà mai più;
  4. Il genitore adotta modalità d’interazione che ormai applica da tempo che portano il bambino a tranquillizzarsi ed evita al genitore l’imbarazzo dei passanti

Io non so quale di questi genitori tu sia, ma sicuramente penserai che sarebbe bello evitare ogni volta di cadere in questi capricci. 

Sarebbe bello avere in mano la situazione e sapere esattamente come comportarsi non solo per gestire questa situazione, ma anche per evitare che si ripresenti. 

Per educare e crescere i propri figli ci vogliono prima di tutto coerenza e coesione

Abbiamo visto in molti articoli inerenti al metodo Montessori quanto comunicare con il bimbo faccia la differenza.

I genitori devono essere coerenti e allineati

La mamma e il papà devono essere coerenti e sempre allineati, con una sola modalità educativa: non si può dire ai bambini che la televisione deve essere spenta un’ora prima di dormire e poi al primo pianto del bambino la televisione rimane accesa. 

Tra la mamma e il papà ci deve essere una coesione forte: sarebbe inutile che la mamma dicesse sempre di no e il papà sempre di sì – o viceversa – alle medesime situazioni. Entrambi devono propendere per il sì o per il no, allo stesso identico modo. 

Riuscire ad applicare anche solo questi due consigli non è semplice, ma farlo cambierà radicalmente le interazioni all’interno della tua famiglia. 

Consapevoli del fatto che non esistono corsi che preparano il genitore a gestire e comprendere i capricci dei bambini sicuramente un video-corso come Genitore Fuoriclasse di Claudia Denti è ciò che nessun genitore dovrebbe perdere.

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Tutti i migliori consigli per affrontare questa delicata fase di crescita del tuo bambino per evitare che i terribili due anni diventino anche i terribili tre, quattro…

All’interno del video-corso non c’è solo la pratica che ti porterà a riflettere sulle motivazioni che spingono il tuo bambino a comportarsi in un modo o un altro, ma ci sono anche tanti esercizi da fare per te stesso e con il tuo bambino. 

Certi del fatto che essere genitore non è semplice, vogliamo darti tutti gli strumenti necessari che sicuramente ti serviranno per sentirti meglio e a tuo agio nel tuo ruolo da genitore.

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