L’approccio Montessoriano nasce dall’immagine che il bambino svela di sé

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“Il bambino non è debole e povero, il bambino è padre dell’umanità e della civilizzazione, è nostro maestro anche nei riguardi della sua educazione. Questa non è un’esaltazione fuori misura dell’infanzia, è una grande verità”

Su questa espressione si realizza il modello montessoriano riguardante l’ educazione fin dalla nascita, segnando la sua diversità e peculiarità rispetto ad altre pratiche educative.

Da dove nasce l’approccio Montessori?

L’approccio Montessori non nasce dalla rappresentazione che l’adulto si crea del bambino, ma dall’immagine che il bambino svela di sé quando è posto in una nuova condizione di vita idonea a manifestarla.
Esistono diverse parole chiave nell’educazione montessoriana, che sono anche dei principi scientifici e pratiche di sviluppo:
• Libera scelta
• Lavoro
• Disciplina
• Indipendenza

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L’importanza della libera scelta

La libera scelta è la risposta positiva che il bambino dà al proprio bisogno di attenzione, la concentrazione ai motivi di attività liberamente scelti.
Il bambino intento al lavoro prescelto è quindi pacificamente occupato a scoprire con le proprie forze i segreti degli oggetti e dell’ambiente.

La disciplina nel metodo Montessori è la conseguenza

La disciplina è invece la conseguenza di un’attività desiderata ed ordinata, senza la quale si resta in uno stato di confusione, di incertezza. La disciplina è la qualità di un individuo che si applica ad una attività con tutto se stesso ed in modo ordinato.

L’indipenza

Il grande tema montessoriano dell’indipendenza, la quale è il comportamento pratico di un individuo libero, si esprime quando il bambino scopre il proprio io attivo e responsabile, poiché egli è il giudice naturale delle attività liberamente intrapreso.

La spontaneità

Il metodo montessoriano dispone al centro la spontaneità del bambino ed è il primo a concedere un’alternativa.

Per la Montessori il bambino è già per sua natura serio, rispettoso e incline all’ordine ed a contatto con materiali pedagogici idonei e accompagnato da un educatore “rispettoso”, è in grado di auto-educarsi e di disporre delle sue potenzialità per formare “un’umanità libera e affratellata”.

Dobbiamo osservare il bambino e non direzionarlo

La caratteristica dell’educazione nuova è osservare il bambino e di identificare anche i più impercettibili segni di affermazione della sua personalità, applicandoli per il miglioramento spirituale del bambino.

Coltivare i segni dell’autenticità

Quando parliamo di “attività infantile” rinviamo abitualmente a qualche episodio specifico
osservato poiché esso ha centrato la nostra attenzione.
I segni dell’autentica attività infantile non sono semplici da scoprire; occorre credere in questo bene nascosto nel bambino e prepararsi a coltivarlo con cura e amore, soltanto così saremmo in grado di apprezzarlo e coltivarlo in tutto il suo immenso valore.
E’ in questo modo che genitori ed educatori dovrebbero prepararsi, se vogliono arrivare ad abbracciare apertamente le manifestazioni normali anche in età poi più avanzata.

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Il bambino è un costruttore dell’indipenza

Il bambino diviene “piccolo costruttore dell’indipendenza” ma per far si che questa dote si consolidi appieno genitori o educatrici dovrebbero imparare ad osservare, ma osservare non è sinonimo di guardare.

Guardare vuol dire fermarsi, osservare significa permanere anche su qualcosa che al momento appare irrilevante.
L’attitudine all’osservazione non è sintomo di intelligenza, o meglio non solo, ma anche di pazienza.

Dobbiamo osservare, incoraggiare e lasciare una libertà di esperienza

I bambini si sviluppano per forza interiore e questa formazione è il risultato di un equilibrio e di una serenità, compito dell’adulto è osservare, incoraggiare ed indirizzare tale formazione, essere dunque capaci di un giudizio equamente adeguato tra l’agire/proteggere e lo studiare passivamente lasciandogli libertà di esperienza.

Anche la libera attività proposta dall’adulto dovrebbe per questo essere mirata alla contemplazione del bambino intesa come osservazione attenta della sua vita, ricordando e rassicurando al contempo l’ infante che in questa sua quotidianità c’è anche l’adulto a salvaguardarlo dai rischi che la troppa ingenua intraprendenza può arrecare.

Autrice


Laura Paternuosto – Pedagogista di formazione e attualmente educatrice presso i servizi all’infanzia. Esperta in Evoluzione Delle competenze Pedagogiche

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