La crescita del bambino attraverso la psicologia dell’età evolutiva

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La psicologia dell’età evolutiva è una scienza che studia la crescita del bambino, dalla sua nascita fino al periodo dell’adolescenza.
I cambiamenti, che il bambino ha nel corso della sua crescita, sono scanditi da ritmi e fasi ben definiti dove i più importanti e significativi li vediamo concentrati nei primi anni di vita.

In ogni periodo evolutivo il bambino riesce ad acquisire determinate conoscenze e differenti capacità.
Essere coscienti e capire queste determinate fasi, soprattutto per un genitore, è sicuramente di “buona guida” per l’educazione del proprio figlio.

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I periodi di crescita scanditi dalla psicologia dell’età evolutiva

I periodi che vengono classificati e ben distinti dalla psicologia dell’età evolutiva sono 4. Queste fasi, vengono generalmente definite come dei macroperiodi che il bambino affronta nel suo percorso di crescita e di sviluppo. Questi periodi sono:

  • periodo della prima infanzia
  • periodo della seconda infanzia
  • periodo della latenza
  • periodo della preadolescenza e adolescenza

Il periodo della prima infanzia

Il periodo della prima infanzia è un periodo che va dai 0 mesi fino ai 2 anni.
In questo periodo assistiamo a grandi ed impressionanti cambiamenti da parte del neonato che coinvolgono la sfera motoria, interattiva, percettiva e comunicativa.
Qui da una totale dipendenza da qualcuno inizia il suo primo percorso verso l’autonomia.

Favorire il piccolo nello sviluppo di queste aree e “sostenerlo” nelle prime conquiste, riguardanti la sua autonomia, è veramente molto importante.

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La seconda infanzia

Questo periodo va dai 2 ai 6 anni e vede il bambino affinare ed arricchire le sue capacità motorie, sensoriali, cognitive, ed emotive.
Inoltre in questo periodo diventa autosufficiente conquistando così una piena indipendenza ed autonomia.

In questo periodo è fondamentale presentare al piccolo opportuni materiali di sviluppo, che creeranno le basi necessarie per le successive competenze che andrà ad acquisire, come ad esempio, la lettura e la scrittura.

Il periodo d’evoluzione della Latenza

La latenza è un periodo che abbraccia i 6 anni fino agli 11 e corrisponde al periodo in cui il bambino inizia i suoi primi veri studi alla scuola elementare.
Ruolo primario di questo periodo diventa quindi l’apprendimento che comporta una continua espansione delle capacità del bambino.
Qui affronterà materie più complesse e l’ambiente stesso lo vedrà approcciarsi con coetanei, insegnanti e diverse situazioni portandolo quotidianamente a sviluppare e delineare le sue capacità di socializzazione.

Sostenendolo sempre nei suoi studi e proponendo materiali o attività specifiche, il genitore  può sempre dare un significativo contributo alla sua crescita.

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La preadolescenza e adolescenza

Questi periodi vanno dai 12 fino ai 14 anni, per quanto riguarda la preadolescenza e dai 14 fino ai 18 anni per l’adolescenza vera e propria.
Entrambi, sono sicuramente i periodi più complessi a livello comportamentale per il bambino. Ormai è diventato grande e si sta avviando verso la sua vita d’adulto.
Qui lo coinvolgono contemporaneamente, o meglio “lo stravolgono”, cambiamenti fisici, psicologici, sentimentali e cognitivi che gli rendono difficile il vedersi come persona ormai grande e non più bambina.

Costruire un buon dialogo col proprio figlio aiuterà molto il ragazzo in questo lungo e  complicato periodo.

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Come può un genitore essere veramente utile alla crescita e allo sviluppo del proprio bambino?

Innanzitutto, conoscere le diverse fasi evolutive del bambino è un ottima base per poter partecipare attivamente alla sua crescita. Ciò permettere al genitore di “concentrarsi” su quelle che sono le reali sfere di sviluppo inerenti all’età, senza anticipare inutilmente cose “fuori portata” del bambino che sicuramente demotivano.

Inoltre, il genitore non deve dimenticare che strettamente legati a queste fasi ci sono anche l’ambiente e la società a condizionarne lo sviluppo. Quindi predisporre un ambiente adatto, ricco di stimoli e con materiali di sviluppo idonei al percorso di crescita del bambino, sono fondamentali per una buona crescita.

Infine non bisogna mai dimenticare che il vero protagonista di queste fasi evolutive è il bambino.
Pertanto, è il genitore stesso che dovrebbe sempre adattarsi a lui e cercare di trovare la maniera più adatta per interagire bene.
Solo così potrà partecipare attivamente e in maniera significativa nella sua vita.

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